Home Uncategorized Resoconto del Sabato di Zetesis – 25 ottobre 2025

Resoconto del Sabato di Zetesis – 25 ottobre 2025

by Mariapina Dragonetti

Testo letto: Catullo, carme 63

      • Anzitutto viene posta la questione del perché della scelta. A scuola i Carmina docta sono poco letti, tranne gli epitalami e il lamento d’Arianna. In particolare il carme 63 è pochissimo conosciuto, pur essendo molto interessante sia come argomento (il culto di Cibele) sia come struttura, sia per l’analisi psicologica del personaggio.

      • Viene poi notata la forma metrica inusuale, i galliambi. Da diversi testi si è ricavata la spiegazione (dimetro acatalettico di ionici a minore  e dimetro catalettico di ionici a minore con anaclasi) e la lettura: super àlta vectus àttis // celerèi rate marià con cesura stabilmente a metà. La scelta del raro metro è adeguata al contenuto, il culto dei sacerdoti della dea (gallae).  

    Si dà inizio alla lettura dei primi versi, ma  non verrà proseguita, in quanto gli interventi riguarderanno l’intero testo.

    Problemi testuali       

        • Typanum è richiesto dalla metrica, ma i codici poziori hanno tympanum (al v. 21 regolarmente tympana). Così il nome di Cibele compare in forme diverse (diplasismo). Lachmann propone Cibebe.

        • v. 1 celerei è una congettura fra le due forme tràdite celere e celeri.

        • v. 46: sine queis da sineque is o sineque his tràditi

      Numerose figure retoriche

          • Arcaismi: tuom, tuos; rusum, tetulit

          • Preziosismi di gusto neoterico adatti ad un pubblico dotto

          • Diminutivi (lassulae v. 35) come nelle Nugae

          • Composti alla greca entrati nell’epos con Ennio

          • Anafora di ubi che termina con quo. Può essere un richiamo al grido ubi, ubi del rito di Cibele, in cui i fedeli ricercano il membro di Attis

          • Anafora di ego: la cosa più importante è il non essere più io

          • notha grecismo nel senso di spuria, o anche straniera. Ironico per nota?

        Problema del genere di appartenenza

            • Termina con una preghiera a Cibele

            • Non ha l’invocazione iniziale

          Tema del culto e della venerazione per Cibele

              • la parola secta ha diversi significati: comitiva, scelta, scelta religiosa (setta);

              • executae costituisce una figura etimologica, che ne indica anche il senso: seguire la sequela, rafforzato da duce me

              • L’autore non specifica se i compagni abbiano viaggiato con Attis, quando sia avvenuta la loro castrazione, se Attis stesso li abbia persuasi a imitarlo e quando.

            Tema dell’esilio

            • Il tema inizia al v. 14 (exules, aliena loca, v.14) e ritorna poi nel lamento finale
            • Opposizione fra la patria e i luoghi selvaggi
            • La prima cosa invocata è la patria e quindi la vita solita che gli è preclusa

            Tema della velocità

                • La velocità è connessa col furor (ferox, ferus), la quiete con la ragione (liquida mente)

                • v. 38: abit in quiete…furor

                • furenti rabie, vagus animis

              Tema della confusione

                  • Vi è confusione, perdita d’identità, straniamento

                  • Anafora di ego: la cosa più importante è il non essere più io

                  • Passaggio di genere fra maschile e femminile

                  • Attis è presentato come un efebo: (niveis…manibus)

                  • Il paragone con animali (iuvenca, cerva, aper) indica la perdita d’identità umana

                Qualche suggestione manzoniana: “e fu monaca per sempre” ma anche “oh povera me! cos’ho fatto!” di Lucia

                    • Veneris nimio odio: la scelta di seguire Cibele non dipende dall’amore p questa dea, ma dall’odio per Venere: amore/odio è tema catulliano. Alla fine la richiesta a Cibele di non volerlo fra i suoi riporta il poeta a Venere.

                    • Cibele lo riporta indietro rendendogli il furor (demens); non si trattadi una punizione ( vi sono però altre varianti) ma di un richiamo alla fedeltà

                    • La frase che conclude la vicenda bruscamente indica che il culto di Cibele è schiavitù. Peraltro nel linguaggio poetico anche l’amore è servitium

                    • Castrazione. In un unico verso si consuma la castrazione, dopo un viaggio di cui non si dice quasi nulla, né il punto di partenza, né il perché del viaggio. Un inizio in medias res incentrato sul solo fatto della castrazione.

                    • L’uso del sostantivo pondere per l’attributo maschile fa intendere come se la castrazione fosse una liberazione.

                    • La mentalità romana accoglie anche riti stranieri per motivi politici (rapporto con Attalo) ma ne rifiuta gli estremismi

                    • Una Menippea di Varrone è contro i sacerdoti semiviri

                    • Rapporto Cibele/ Dioniso: nelle Baccanti sessualità è esaltata (vedi l’immagine positiva in Euripide), mentre nei seguaci di Cibele è contrastata.
                    • Contrasto bosco-riva

                  Che cosa significa sectam al v. 15?

                    • la parola secta ha diversi significati: comitiva, scelta, scelta religiosa (setta);

                    • executae costituisce una figura etimologica, che ne indica anche il senso: seguire la sequela, rafforzato da duce me

                    • L’autore non specifica se i compagni abbiano viaggiato con Attis, quando sia avvenuta la loro castrazione, se Attis stesso li abbia persuasi a imitarlo e quando.

                  Tema dell’esilio

                  • Il tema inizia al v. 14 (exules, aliena loca, v.14) e ritorna poi nel lamento finale
                  • Opposizione fra la patria e i luoghi selvaggi
                  • La prima cosa invocata è la patria e quindi la vita solita che gli è preclusa

                  Tema della velocità

                    • La velocità è connessa col furor (ferox, ferus), la quiete con la ragione (liquida mente)

                    • v. 38: abit in quiete…furor

                    • furenti rabie, vagus animis

                  Tema della confusione

                    • Vi è confusione, perdita d’identità, straniamento

                    • Anafora di ego: la cosa più importante è il non essere più io

                    • Passaggio di genere fra maschile e femminile

                    • Attis è presentato come un efebo: (niveis…manibus)

                    • Il paragone con animali (iuvenca, cerva, aper) indica la perdita d’identità umana

                  Qualche suggestione manzoniana: “e fu monaca per sempre” ma anche “oh povera me! cos’ho fatto!” di Lucia