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- Veneris nimio odio: la scelta di seguire Cibele non dipende dall’amore p questa dea, ma dall’odio per Venere: amore/odio è tema catulliano. Alla fine la richiesta a Cibele di non volerlo fra i suoi riporta il poeta a Venere.
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- Cibele lo riporta indietro rendendogli il furor (demens); non si trattadi una punizione ( vi sono però altre varianti) ma di un richiamo alla fedeltà
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- La frase che conclude la vicenda bruscamente indica che il culto di Cibele è schiavitù. Peraltro nel linguaggio poetico anche l’amore è servitium
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- Castrazione. In un unico verso si consuma la castrazione, dopo un viaggio di cui non si dice quasi nulla, né il punto di partenza, né il perché del viaggio. Un inizio in medias res incentrato sul solo fatto della castrazione.
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- L’uso del sostantivo pondere per l’attributo maschile fa intendere come se la castrazione fosse una liberazione.
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- La mentalità romana accoglie anche riti stranieri per motivi politici (rapporto con Attalo) ma ne rifiuta gli estremismi
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- Una Menippea di Varrone è contro i sacerdoti semiviri
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- Rapporto Cibele/ Dioniso: nelle Baccanti sessualità è esaltata (vedi l’immagine positiva in Euripide), mentre nei seguaci di Cibele è contrastata.
- Contrasto bosco-riva
Che cosa significa sectam al v. 15?
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- la parola secta ha diversi significati: comitiva, scelta, scelta religiosa (setta);
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- executae costituisce una figura etimologica, che ne indica anche il senso: seguire la sequela, rafforzato da duce me
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- L’autore non specifica se i compagni abbiano viaggiato con Attis, quando sia avvenuta la loro castrazione, se Attis stesso li abbia persuasi a imitarlo e quando.
Tema dell’esilio
- Il tema inizia al v. 14 (exules, aliena loca, v.14) e ritorna poi nel lamento finale
- Opposizione fra la patria e i luoghi selvaggi
- La prima cosa invocata è la patria e quindi la vita solita che gli è preclusa
Tema della velocità
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- La velocità è connessa col furor (ferox, ferus), la quiete con la ragione (liquida mente)
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- v. 38: abit in quiete…furor
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- furenti rabie, vagus animis
Tema della confusione
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- Vi è confusione, perdita d’identità, straniamento
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- Anafora di ego: la cosa più importante è il non essere più io
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- Passaggio di genere fra maschile e femminile
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- Attis è presentato come un efebo: (niveis…manibus)
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- Il paragone con animali (iuvenca, cerva, aper) indica la perdita d’identità umana
Qualche suggestione manzoniana: “e fu monaca per sempre” ma anche “oh povera me! cos’ho fatto!” di Lucia
