Home Uncategorized Resoconto del Sabato di Zetesis – 9 maggio 2026

Resoconto del Sabato di Zetesis – 9 maggio 2026

by Mariapina Dragonetti

Testi letti: De usu partium 14.6= K 4.162

Quod optimus medicus sit quoque philosophus

La lettura è stata preceduta da un’introduzione:  

La scienza e l’attività di Galeno (II-III secolo d.C.) riqualificano la figura del medico riscattandola sia dal ruolo di τεχνίτης sia dal ruolo di sterile teorico assunti nel periodo tardo-ellenistico e contribuiscono a stabilire il primato dell’indagine anatomica dei corpi nel progredire delle conoscenze mediche. In questo senso Galeno incarna il medico-filosofo che ha una preparazione anatomica-fisiologica, conosce i corpi e sa intervenire su essi con tutti i metodi consentiti dalla sua scienza (chirurgia, farmacologia, cure, diete etc.). Pone quindi la dimostrazione filosofica logico-scientifica al centro del suo metodo, ma il medico concepito da Galeno arriva a superare il filosofo perché non solo formula un discorso che spiega i corpi e come la φύσις opera su di essi, ma ne fornisce le garanzie attraverso l’indagine anatomo-fisiologica. L’anatomista osserva e scopre e il filosofo comprende e spiega nel paragone con la teoria: senza dimostrazione anatomica si lascia la teoria priva di prove. L’esercizio della prognosi è una parte fondamentale dell’arte medica ed è fondata sulla raccolta dei dati.

Galeno si colloca in un tempo in cui c’è già una lunga e autorevole tradizione alle sue spalle: a Pergamo studia con Satiro di cui corregge alcune interpretazioni errate di Ippocrate, a Smirne studia con Pelope, famoso medico razionalista, ad Alessandria studia sotto la guida di autorevoli anatomisti, a Roma segue Quinto discepolo di Marino, e nello stesso tempo si espone all’osservazione del corpo umano in tutte le occasioni che gli capitano. Sostiene dunque che i dati vengono dai testi prodotti dalle auctoritates, in primis Ippocrate, e dall’esperienza: questo misto di epistemologia e tecnica si oppone alla γοητεία  (magia dei ciarlatani)  e alla μαντική degli indovini.

Il Quod optimus medicus è stato scritto in un periodo tardo, di piena maturità; appartiene agli scritti protreptici del medico filosofo e forse più di altri ne dichiara gli ideali e presenta la sua interpretazione di Ippocrate. Il De usu partium (17 libri) è riconducibile ai primi anni del secondo soggiorno romano (169-176) e documenta il fascino per la biologia teleologica dei corpi, in base alla quale, condividendo l’impostazione aristotelica secondo cui la natura non fa nulla senza scopo, ripercorre libro dopo libro tutte le parti del corpo umano. In apertura del libro 14, prima di introdurne il tema, viene fatto il punto di quello che è stato presentato fino a quel momento. Si tratta di una emblematica sintesi dell’azione teleologica della natura nella creazione delle varie parti degli esseri animati: cervello, cuore, fegato ad esempio sono stati creati al fine di poter vivere; occhi, orecchie e narici al fine di poter vivere meglio; infine, genitali, testicoli, e uteri al fine della continuità della specie; questo sarà il contenuto del libro 14.

A questa introduzione seguono diversi interventi:

– Visto che Galeno è circa contemporaneo di Clemente Alessandrino, che lo cita nelle sue opere, è possibile stabilire se Galeno ha avuto contatti coi cristiani?
La questione riguarda l’esistenza effettiva del circolo di Giulia Domna, dove si sarebbero incontrati intellettuali di differente formazione, fra cui cristiani come Origene. Ma ciò che possiamo dire di Galeno  è che in un’opera  fa riferimento a cristiani ed ebrei considerandoli encomiabili, ma privi di uno statuto epistemologico.

– Ho letto dello sviluppo degli studi relativi all’apparato genitale femminile a partire dal XVI secolo in opposizione alle teorie antiche accreditate per secoli, in particolare ad opera di  Vesalio e di Falloppio.

– Qual è l’idea di Galeno sull’apporto femminile alla formazione dell’embrione?
Secondo Galeno la donna partecipa con un principio attivo, dimostrato dalla somiglianza di tratti materni nel concepito.

Leggiamo De usu partium 14.6= K 4.162

– Il lessico richiama Aristotele (ad esempio ἐξ ἀνάγκης).

– Per Aristotele nella medicina confluiscono ἐπιστήμη e τέχναι.

– Le femmine hanno più freddo e non hanno la forza di estroflettere l’organo interno. L’organo si compie solo se si estromette:  per questo le femmine sono meno compiute del maschio.

– Comunque l’essere umano è in natura l’essere più compiuto (τελεώτατον), anche se con diversi gradi di compiutezza.

– I vantaggi della minor compiutezza femminile sono: sul piano fisiologico la freddezza della femmina è utile perché non consuma né disperde il residuo nutrimento conservandolo per la gestazione. Sul piano anatomico dall’imperfezione nella formazione dei genitali, incapaci per minor calore di emergere all’esterno, deriva un gran vantaggio per la specie in quanto l’apparato interno è adatto a ricevere il seme, trattenerlo, nutrire e portare il feto a compimento.

– L’imperfezione delle donne, che, come le talpe, hanno organi incompleti, grazie alla teleologia della natura non è un elemento di degradazione nella gerarchia degli esseri animati, anzi trova nella funzione generativa la sua perfetta utilità. In altre parole, è il corpo non della femmina, ma della madre che viene inscritto nell’ordine provvidenziale del mondo.

– In questa visione teleologica chi è il δημιουργός?

– La concezione è aristotelica.

Affrontiamo ora l’altro testo: Quod optimus medicus sit quoque philosophus

– Colpisce l’identificazione medico / filosofo. Mi richiama alla mente la concezione presocratica legata all’unità dei saperi. Cultura come sintesi invece di parcellizzazione.  Ma perché anche geometria e astronomia?
Forse per l’idea di ἐγκύκλιος παιδεία.

– La partizione della filosofia in logica, fisica ed etica è più stoica che aristotelica.
Aristotelica è invece la divisione in generi e speci. 

– Che cosa  intende per teoria logica?

– L’idea di metodo già di Ippocrate.

– Il padre di Galeno era architetto: è possibile che questa idea di medico come esperto di diverse scienze risenta dell’introduzione al De Architectura di Vitruvio, in cui una simile idea è riferita all’architetto?

– Certamente la lezione di Galeno ha avuto più diffusione nel mondo arabo: la Scuola salernitana non ha prodotto filosofi.