a cura della Redazione
È uscita da pochi giorni la Lettera apostolica di Papa Leone XIV Disegnare nuove tappe di speranza, in occasione dei sessant’anni dalla dichiarazione del Concilio Vaticano II Gravissimum educationis.
Mentre ne suggeriamo la lettura, ne presentiamo alcuni spunti.
Anzitutto il §. 2 Una storia dinamica, chepercorre l’opera dei cristiani nel tempo al servizio dell’educazione:
Nei primi secoli, i Padri del deserto hanno insegnato la sapienza con parabole e apoftegmi; hanno riscoperto la via dell’essenziale, della disciplina della lingua e della custodia del cuore; hanno trasmesso una pedagogia dello sguardo che riconosce Dio ovunque. Sant’Agostino, innestando la sapienza biblica nella tradizione greco-romana, ha capito che il maestro autentico suscita il desiderio della verità, educa la libertà a leggere i segni e ad ascoltare la voce interiore. Il Monachesimo ha portato avanti questa tradizione nei luoghi più impervi, dove per decenni le opere classiche sono state studiate, commentate e insegnate tanto che, senza questo lavoro silenzioso al servizio della cultura, tanti capolavori non sarebbero giunti fino ai nostri giorni. «Dal cuore della Chiesa», poi, sono nate le prime università, le quali si sono rivelate fin dalle loro origini «un centro incomparabile di creatività e di irradiazione del sapere per il bene dell’umanità». Nelle loro aule il pensiero speculativo ha trovato nella mediazione degli Ordini Mendicanti la possibilità di strutturarsi solidamente e spingersi fino alle frontiere delle scienze. Non poche congregazioni religiose hanno mosso i primi passi in questi campi del sapere, arricchendo in modo pedagogicamente innovativo e socialmente visionario l’educazione.
Inoltre il fondamentale § 3.2:
Educare è un atto di speranza e una passione che si rinnova perché manifesta la promessa che vediamo nel futuro dell’umanità. La specificità, la profondità e l’ampiezza dell’azione educativa è quell’opera – tanto misteriosa quanto reale – di «far fiorire l’essere […] è prendersi cura dell’anima» come si legge nell’Apologia di Socrate di Platone (30a–b). È un “mestiere di promesse”: si promette tempo, fiducia, competenza; si promette giustizia e misericordia, si promette il coraggio della verità e il balsamo della consolazione. Educare è un compito d’amore che si tramanda di generazione in generazione, ricucendo il tessuto lacerato delle relazioni e restituendo alle parole il peso della promessa: «Ogni uomo è capace della verità, tuttavia è molto sopportabile il cammino quando si va avanti con l’aiuto dell’altro». La verità si ricerca in comunità.
La speranza ci pare sia ciò che maggiormente manca in questi tempi fra gli insegnanti, sopraffatti da continui impegni che si sovrappongono: come redazione della rivista notiamo che dopo gli anni del covid è diminuita la voglia di comunicare l’esito delle proprie ricerche, delle proprie curiosità, forse il desiderio stesso di ricercare, com’è diminuito l’impegno a lavorare insieme, a ritrovarsi per mettere alla prova metodo e scoperte. E fra i ragazzi, preda dell’ansia e privi di prospettive, la speranza non trova spazio.
Noi continuiamo a credere che valga la pena di ricercare e comunicare, fra noi e agli studenti. E ne sono testimonianza attività, iniziative e contributi di cui la redazione è partecipe o promotrice.
- Gli incontri dei Sabati, due terne nel corso dell’anno[1], intendono essere uno strumento d’incontro fra giovani e maturi docenti per leggere insieme testi: è sempre una fatica superare la pigrizia, l’abitudine a trovare e riportare giudizi già esistenti, il timore di sbagliare, la voglia di mostrarsi più esperti: ma ne nasce un lavoro sul campo, una «verità cercata in comunità» come dice il testo del Papa.
- Le lezioni delle Università della terza età, di cui raccontiamo in questo numero un’esperienza, aprono a più ampi ambiti sociali e generazionali la comunicazione di quanto si è studiato e pensato, in un lavoro di lettura comune di testi significativi tratti, nel nostro caso, dal mondo antico.
- La riflessione comune sulla scuola attuale, su modifiche e proposte ministeriali, sull’esito di riforme pregresse come quella della distribuzione del programma di storia nel percorso scolastico, tengono sempre desti il nostro interesse e il nostro impegno.
- La compagnia agli studenti nello studio, secondo diverse modalità, tiene vivo un rapporto coi ragazzi anche al di fuori delle aule scolastiche, dando loro spazio, condivisione di fatiche, aiuti se necessario.
- E il ritorno di Zetesis al Meeting di Rimini, dopo un’assenza di otto anni, ha riportato il mondo antico, pagano e paleocristiano, all’attenzione di un vasto pubblico.
[1] L’attività è annunciata, presentata e relazionata nel sito della rivista al seguente indirizzo: https://www.rivistazetesis.com/le-letture-del-sabato/.
