a cura di Maria Consuelo Cristofori
Il 18 Novembre 2025 si è svolto, presso l’Istituto Lombardo, il Convegno in onore di Marta Sordi, nel giorno in cui la Professoressa avrebbe compiuto cento anni. Organizzato dalla docente Angela Maria Mazzanti e dalla professoressa Anna Penati Bernardini, il Convegno ha avuto come suo filo conduttore l’opera ed il pensiero di Marta Sordi, inseriti nel contesto culturale dei suoi studi e del suo lavoro. I relatori hanno perciò esaminato anche i frutti nati dalle sue ricerche, ampliando varie tematiche da lei trattate e che le stavano particolarmente a cuore.

Dopo i saluti del Presidente dell’Istituto Lombardo, professor Stefano Maiorana, ha preso la parola la professoressa Angela Maria Mazzanti, che ha illustrato brevemente i fini dell’associazione “Patres” da lei presieduta ed ha ricordato i colleghi Alfredo Valvo, assente per ragioni di salute, nonché il professor Moreno Morani, per molti anni membro benemerito dell’Accademia.
La professoressa Cinzia Bearzot ha brillantemente esposto il percorso scientifico e umano di Marta Sordi in quanto docente di Storia Greca.
Fin dalla tesi di laurea, da lei svolta sulle “Elleniche” di Senofonte, passando per “La lega tessala” e la “Vita di Timoleonte” di Plutarco, le sue ricerche hanno sempre dimostrato uno sguardo profondo ed originale sulla grecità, riguardo alla quale individuò alcuni aspetti di grande modernità ed importanza: il federalismo degli eqnh, il clima politico della penthkontaetia, la scoperta del concetto di perdono e riconciliazione dopo la parentesi oligarchica ad Atene. Non mancano vaste e approfondite ricerche sulla grecità siceliota dell’Occidente, sui tiranni che vi si succedettero e sui loro emuli, come appunto Timoleonte e Dione, sostenuto quest’ultimo dalle teorie oligarchiche di Platone: “una sorta di Internazionale tirannica”. Un altro tema prediletto dalla Sordi è stato quello della propaganda, che ha consentito di mettere in atto alcuni aspetti metodologici molto fecondi, negli anni dal 1972 al 2002. Come punti di riferimento per i suoi studi, è necessario ricordare gli “Scritti di Storia greca” del 2002, scelti da lei stessa, e gli “Atti del Convegno internazionale del 2010”, ad un anno dalla sua morte.
L’intervento del professor Lucio Troiani, assente per cause di forza maggiore, è stato esposto dalla professoressa Bearzot. In esso si illustrano gli studi della Professoressa Sordi riguardo ai rapporti fra i primi Cristiani, le comunità ebraiche ellenistiche ed i pagani dell’epoca. La profonda conoscenza del mondo greco-romano ha sempre consentito alla professoressa Sordi di esaminare accuratamente le relazioni che intercorrevano fra questi tre gruppi sociali, allo scopo di rispondere all’antico quesito: il conflitto fra l’Impero ed il Cristianesimo era di origine politica o religiosa? In particolare, i rapporti con il mondo ebraico non furono sempre facili: i Cristiani infatti, specie quelli di origine giudaica, abbandonarono gradatamente la Legge dell’Antico Testamento, venendo così in conflitto con molte comunità ebraiche ed essendo quindi considerati alla stessa stregua dei pagani. Le citazioni di San Paolo e degli Atti contenute nell’intervento illuminano chiaramente il passaggio dall’interlocuzione con il mondo ebraico a quella con i pagani, che però restano fino ai Severi una presenza minacciosa per i Cristiani, considerati Servi del Messia, e non veri e fedeli sudditi dell’Impero.
La relazione del professor Roberto Cristofoli indaga uno degli aspetti più interessanti del metodo sordiano, cioè quello di non limitarsi al fatto storico in sé e per sé, ma di risalire per quanto possibile alle fonti che ci informano sul fatto in questione. A tale scopo, il professore esamina la narrazione polibiana della battaglia di Mylae (attuale Milazzo), che, a detta dello storico, fu vinta dai Romani grazie all’uso inopinato dei cosiddetti κόρακες (corvi), ponti mobili in grado di trasformare una battaglia navale in uno scontro terrestre, in cui i Romani erano molto più esperti.
In realtà, a parere della professoressa Sordi, è l’intervento di una fonte filo῎cartaginese, Filino, a introdurre la presenza di tali marchingegni, mai esistiti e impossibili da costruire, poiché troppo pesanti e quindi capaci di far rovesciare ed affondare le navi stesse. L’esame delle fonti di Polibio è stato quindi imprescindibile per gli sviluppi, anche recenti, riguardo a questa annosa questione.
La relazione di Monsignor Enrico Dal Covolo ha posto in rilievo dapprima i ricordi personali dello studioso, che ebbe la professoressa Sordi come correlatrice nel 1974 all’Università Cattolica di Milano, e più tardi come relatrice a Roma. In entrambe le occasioni, gli studi di Monsignor Dal Covolo riguardavano la dinastia degli imperatori Severi ed il loro comportamento nei confronti dei Cristiani. Lo studioso ne analizza accuratamente le figure, a partire dagli studi sordiani, concludendo infine che nessuno dei membri di questa dinastia nutriva sentimenti di intolleranza o di ostilità nei confronti della nuova religione; al contrario, vi furono episodi in cui nobili Cristiani furono aggregati alla corte imperiale. Un ampio studio delle fonti, sia pagane (Sesto Giulio Africano, Cassio Dione, Erodiano), sia cristiane (Origene, Ippolito, Tertulliano, Clemente Alessandrino, Cipriano), permette di giungere a tale conclusione. Le persecuzioni avvenute in questo periodo furono dovute quindi ai governatori locali e a gruppi anticristiani; la benevolenza severiana potrebbe anticipare, sia pure in condizioni molto diverse, l’editto di Costantino e Licinio del 313. Lo studio fa menzione del ben noto volume della professoressa Sordi, Il Cristianesimo e Roma (Istituto di Studi Romani, 1965), come testo base per le ricerche e gli studi sui rapporti romano – cristiani.
Il professor Alberto Barzanò, allievo della professoressa Sordi, ricorda il contributo della professoressa agli studi di Etruscologia. Nata a Livorno, aveva sempre mantenuto vivo l’amore per la Toscana e da esso aveva tratto spunto per i suoi studi di Etruscologia grazie ai quali aveva potuto mettere in risalto il debito di Roma nei confronti degli Etruschi. Aveva poi fatto aprire alla Cattolica il corso di Etruscologia che aveva affidato proprio al suo allievo Barzanò. Il professor Alberto Barzanò ha illustrato alcuni punti che in tale ambito di indagine la studiosa riteneva fondamentali: l’esistenza di una storiografia e letteratura etrusca, rimasta operante per molti secoli, anche se poi perduta per noi; l’arte dell’aruspicina, che influì negativamente sui rapporti con i Cristiani fino al tardo Impero, provocando persecuzioni contro di loro; il concetto di pax deorum, di una “storia sacra” che i Romani ereditarono pienamente e che sarebbe poi stata la chiave risolutiva di pacificazione con i Cristiani.
Un tema particolare che stava a cuore alla Docente fu anche la condizione della donna: negli anni fra il 1989 e il 2000 pubblicò diversi articoli, anche di genere divulgativo, che miravano a difendere e a rivalutare positivamente il ruolo della donna a Roma ed in Etruria, regione che gli antichi scrittori reputavano effeminata ed amante del lusso eccessivo proprio per la sua grande ricchezza e per la maggior libertà e valorizzazione femminili. La professoressa Sordi aveva una visione larga e non compartimentale riguardo ai processi storici, e questo aspetto motiva la varietà e la profondità dei suoi studi, nonché il fatto che volle tenere riuniti i due insegnamenti di Storia greca e romana, scelta normalmente assai rara.
La sessione pomeridiana del convegno si è aperta con l’intervento della professoressa Angela Maria Mazzanti, che ha esaminato il diario di Marco Aurelio, “EiV eauton”, e l’Apologia di San Giustino Martire, rilevando in essi l’uso di alcuni termini, apparentemente uguali, che però nei due scrittori assumono significati assai diversi, se non talora opposti. Principalmente è in questione il concetto di logoV, per Marco Aurelio ragione divina e globale, che ci indica la prassi corretta di ogni azione, la dikaiwsunh; è il Dio a cui rivolgere le nostre preghiere, come nell’Inno a Zeus di Cleante. Per Giustino invece è necessario specificare, con un aggettivo o con un genitivo, la qualità particolare del LogoV, che consente a Dio stesso di assumere la qualità umana di Cristo: LogoV qeou, o qeioV, cioè divino, e che “non assimila il senso stoico dei filosofi”. Di fronte ad imperatori che definiscono se stessi come “pii e filosofi”, Giustino coraggiosamente chiede loro di verificare, kata alhqeian, se davvero praticano le virtù di cui parlano, se sono davvero eusebeiV, dikaioi e filosofoi. “E’ una preghiera finale ed un annuncio universale”.
Il professor Giovanni Assorati, membro di “Patres”, ha presentato una breve sintesi degli ultimi impegni messi in atto dall’Associazione: l’omaggio a Werner Jaeger, curato dal professor Valvo, i convegni riguardanti lo studioso Christian Gnilka, la preparazione della mostra “Luce da Luce” per il Meeting Internazionale di Rimini, particolarmente complessa per la scelta delle fonti. E’ poi passato ad esaminare la prosopografia della famiglia imperiale di Domiziano, allo scopo di chiarire la personalità dei Clementi e delle due Domitille, uccisi gli uomini, esiliata e poi uccisa anche una delle due nobildonne. Oltre alla possibilità che si tratti di una reduplicazione, la questione è sempre stata considerata assai intricata, sia prima, sia dopo gli studi della professoressa Sordi, in quanto le fonti più vicine non si sbilanciano sulle motivazioni plausibili della loro disgrazia, né
sull’appartenenza della famiglia alla fede giudaica o a quella cristiana. In effetti, resta oscura, al momento presente, la causa reale della “decapitazione” della dinastia flavia da parte di Domiziano, che rimase quindi senza eredi a cui lasciare il trono. Viceversa la professoressa Sordi, dopo aver svolto un rigoroso lavoro sulle fonti, qui brevemente ricordato, riteneva che la famiglia dei Clementi fosse cristiana, e pertanto sospettabile di per sé; inoltre ricordava altri nobili romani, in quel tempo perseguitati come Cristiani, ad esempio Manio Acilio Glabrione.
Il concetto di “martirio” e di “martire” è stato trattato dal professor Andrea Zauli, il quale ha ricordato le ricerche della professoressa Sordi su diversi santi e martiri, quali quelli periti sotto gli Antonini, Sant’Apollonio di Roma, i martiri lionesi del 177, San Policarpo di Smirne e più tardi le due sante Perpetua e Felicita. E’ questo il momento in cui si sviluppano grandi apologie, come quella di San Giustino a Roma, le quali hanno il fine di mostrare ai giudici, ai governatori ed alla popolazione pagana che i Cristiani sono boni viri, optimi cives; non si oppongono affatto allo Stato, ma all’ingiustizia, e non vanno confusi con i Montanisti, come accadde a Marco Aurelio. Il termine martirio si evolve gradualmente, fino a raggiungere il significato di prova, testimonianza, evidenza, e ad ottenere un valore particolare: il martire è colui che diventa testimone e prova insieme di quella Divinità che egli afferma.
La Docente aveva anche costruito una “Scheda Martyrium”, che verrà aggiornata dalla professoressa Bearzot, sul lessico della parola “martire”.
L’ultimo e commovente intervento è stato svolto dalla professoressa Anna Penati Bernardini, nipote di Marta Sordi, ed ha riguardato l’aspetto più personale e privato della Docente, vissuta in una famiglia nella quale la conoscenza e la rettitudine avevano grande valore. Vissuta all’estero negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, Marta Sordi giocava sull’Acropoli di Atene con i sassolini lì accanto, e in Romania frequentò il liceo scientifico, studiando a parte il greco classico. Da adulta, assunse consapevolmente il motto “Credo per comprendere, comprendere per credere”: non fu mai una fideista o una devozionista, ma una persona molto razionale, caritatevole e distaccata dai beni terreni. Grande ed approfondito fu sempre il suo studio del Nuovo Testamento, che, come lei diceva, non le sarebbe interessato se non fosse stato vero, poiché la ricerca della Verità fu sempre il suo primo scopo. Fino all’ultimo ebbe presenti le Lettere apostoliche dell’amato San Paolo, Apostolus Gentium.
Nota della curatrice: Gli atti del presente Convegno verranno redatti il prima possibile, come d’uso da parte dell’Istituto di Scienze e Lettere.
