Home Uncategorized Resoconto del Sabato di Zetesis -21 marzo 2026

Resoconto del Sabato di Zetesis -21 marzo 2026

by Mariapina Dragonetti

Testi letti: Hipp. Progn. 1-2-25

Inizialmente riprendiamo brevemente il tema dell’Antica medicina, di cui abbiamo letto alcuni passi lo scorso Sabato. E’ interessante la sottolineatura dell’importanza dell’intervento scientifico della medicina sulla natura. La natura in sé è pericolosa e nociva per l’uomo, richiede un intervento per modificarla e renderla adatta al bisogno umano. 

Leggiamo Progn. 1

  • Non è chiara la struttura della frase che inizia con ἐπειδή e che comprende la lunga parentesi; la principale è χρή, ma è sbagliata la punteggiatura del testo e della traduzione di Lami (BUR). La traduzione di P. Potter (Loeb) pone solo una virgola. Comunque la subordinata con πρίν  dipende da ἐπειδή… e forse per questo viene posta una punteggiatura che eviti l’equivoco.
  • La parentesi introduce la responsabilità dell’insuccesso: il ritardo nel chiamare il medico è la causa della morte dei pazienti.
  • S’intrecciano due discorsi: la morte come caratteristica della realtà umana e la possibilità di evitarla data dalla prognosi.
  • C’è un καιρός,  un momento giusto,  in cui è possibile intervenire;  la parola compare in altre opere del Corpus
  • In altre opere c’è anche maggior familiarità con la morte e col dolore.
  • Ippocrate non distingue fra anamnesi, diagnosi e prognosi; considera tutti e tre i tempi, παρεόντα  (diagnosi) προγεγονότα (anamnesi) μέλλοντα (prognosi). Πρόνοια in questo contesto significa ‘previsione’ e corrisponde alla prognosi.
  • Come fare ad evitare l’insuccesso? far esporre i sintomi, cogliere anche quelli che i malati non dicono, interpretarli e capire qual è il momento giusto per intervenire con la cura.
  • La volta scorsa avevamo visto che se il medico parla chiaramente al malato questo può capire la propria situazione; pare che c’entri col fatto che i malati non dicono tutto: possono essere portati a dire di più se guidati dalle parole del medico.
  • I sintomi si connettono con la conoscenza dell’arte propria e del malato.
  • Che significa κρέσσον ἂν ἦν …?  Se fosse possibile guarire tutti questo sarebbe più utile che non la prognosi. Ma è un argomento per assurdo. Ιn effetti  è la forma dell’irrealtà e poi prosegue col δέ. Anche questa frase tende a ridurre la responsabilità del medico, che doveva essere spesso sotto accusa. Adesso c’è più tutela, procedure, firme dei pazienti, ecc.
  • Che cosa significa εἴ τι θεῖον? Ci sono malattie considerate divine? Σembra di no, anche per il cosiddetto ‘morbo sacro’ non è accettata l’origine divina.
  • La medicina antica era molto critica sulle pratiche sciamaniche e sul ricorso a templi e pratiche religiose invece che alla scienza (anche se sulle pratiche religiose Galeno è possibilista).
  • Il testo non parla di τύχη  o simili: non indica un elemento casuale che può intervenire, ma un elemento divino di cui bisogna tener conto e che sembra rientrare nella previsione. Rimane aperta la questione di che cosa sia e come lo si conosca.
  • Poco chiaro μᾶλλον…ἐκ πλείονος.
  • “tanto più… da quanto più tempo…”. Prima comincia la cura, maggiore è la possibilità di salvare il malato.nto più… da quanto più tempo…”. Prima comincia la cura, maggiore è la possibilità di salvare il malato.

Leggiamo Progn. 2

Dalla lettura emergono alcune differenze testuali:

  • ἠγρύπνησεν  o ἠγρύπνηκεν? Ha avuto un caso di insonnia o è insonne? il participio successivo è al perfetto, quindi i problemi di evacuazione sono stabili
  • ᾖ  c’è o no? e ἔχῃ o ἔχει?
  • il testo della BUR elimina l’ultima frase del capitolo θανατῶδες…γιγνόμενα.

  • L’elenco dell’aspetto della facies hippocratica segue uno schema fisso, senza variatio, tipico di un testo scientifico.
  • Kρίνεται  ha il significato medico ‘giunge alla crisi’.
  • Perché c’è μή solo per il primo sintomo (l’insonnia) e non per gli altri due? Probabilmente significa ‘non è che per caso?’.
  • Ma la fame, anzi l’essere oppressi dalla fame,  è un sintomo negativo?
  • In ogni caso i tre sintomi, pur negativi in sé, sono segni positivi di una condizione provvisoria e non mortale.
  • ἐόντι  a chi si riferisce? ‘a chi è’, ‘a uno che sia’ ed è al dativo come il participio che segue.

Leggiamo Progn. 25  

 Anche qui un problema testuale: πάσῃ ὥρῃ al dativo o senza iota sottoscritto al nominativo?  In realtà il nominativo non darebbe senso.


  • che significa πρὸς ὰλλήλας? il rapporto reciproco fra le δυνάμιας dei segni.
  •  οὐδὲν δεινὸν τὸ μὴ οὐ (v.l. οὐχὶ) τὰ πολλαπλάσια αὐτέων ἐπιτυγχάνειν: le due traduzioni che abbiamo rendono: “non vi è niente di tremendo…nel non mancare di moltiplicare i successi” (Lami, BUR); it is no wonder that someone will be correct in the great majority of cases ( Potter, Loeb). Il senso sembrerebbe essere che nella maggioranza dei casi si ha successo, ma la costruzione non siamo riusciti a capirla pur controllando μὴ οὐ su due dizionari e la costruzione di δεινόν (nonché il senso: ‘tremendo’ per Lani, wonder per Potter).