Testi: Il pastore di Hermas, capp. 67-77
Si tratta di un testo collocabile probabilmente verso la metà del II secolo; in base a una testimonianza Hermas potrebbe essere il fratello di un Papa di quell’epoca.
- Tuttavia nel testo è citato Clemente Romano, che è precedente (fine primo secolo). Questo ha fatto pensare a due autori diversi.
- Clemente Alessandrino (fine II secolo) lo cita spesso, addirittura l’inizio lacunoso del primo libro degli Stromati comincia con una frase del Pastore.
- Tradizione complessa, con traduzioni in lingue etiopica e copta, oltre che latina. La parte finale greca è lacunosa, e nelle edizioni viene sostituita con la traduzione latina.
- S’inserisce nell’importante questione di questa temperie della Chiesa: se il Battesimo (s’intende degli adulti) cancella i peccati compiuti fino ad allora, i peccati successivi sono redimibili? o non c’è salvezza? Quindi tema fondamentale dell’opera è la possibilità di conversione e la misericordia di Dio.
- La donna che Hermas incontra rappresenta la Chiesa: prima vecchia, poi di mezza età e poi giovane: ringiovanisce perché il pentimento migliora la Chiesa.
- Anche la torre in costruzione (sull’acqua simbolo del Battesimo) rappresenta la Chiesa.
Uno di noi legge il testo proposto.
- Ho notato l’uso frequente della forma μετά + infinito sostantivato, anche con soggetto in accusativo.
- L’infinito sostantivato con preposizione è già classico.
- Però ho visto che l’uso con μετά in sostituzione di una subordinata temporale è raro. Si trova in poesia col participio predicativo.
- In Haebr. 10, 26 (senza soggetto): μετὰ τὸ λαβεῖν τὴν ἐπίγνωσιν τῆς ἀληθείας (Vulgata: post acceptam notitiam veritatis: part. predicativo).
- Mi sembra raro anche l’uso di ὡσεί.
- Raro anche l’uso di ἱστάνω per ἵστημι, già visto anche in Clemente Romano; qui si alterna ad ἴστημι.
- σητός forma tarda per σεός (’tignola’ nel Vangelo).
- Noto un grande uso dei perfetti.
- Comunque l’epoca è quella della seconda sofistica, un’epoca di ripresa classicistica.
- L’angelo che presiede al salice è l’arcangelo Michele, mentre il Pastore è anch’egli un angelo. L’albero che copre tutto è la Legge di Dio, che è Cristo.
- Anche i rametti son la Legge di Cristo.
- Non c’è invece riferimento alla legge mosaica.
- I rametti sono immediatamente richiesti indietro, quindi indicano la condizione spirituale dei cristiani a cui sono stati consegnati.
- Le buone condizioni o il miglioramento di alcuni rametti provocano gioia: ἐχάρη, ἱλαροί, ἠγαλλιᾶτο
- L’arcangelo si occupa solo dei migliori che sono mandati alla torre. Al Pastore è dato il compito di aiutare la conversione degli altri
- con l’aiuto di Hermas che è cinto di un panno (Come Gesù alla lavanda dei piedi).
- Il panno è ‘fatto di sacco’: a differenza di alcune traduzioni (che l’uniscono a καθαρόν ‘divenuto puro’) intendiamo γεγονός come ‘fatto di’, in riferimento al precedente ἐκ φοινίκων γεγονότες ‘(corone) fatte di palme’.
- L’inserimento in terra dei rametti da migliorare è reso possibile dalla misericordia di Dio: πολυευσπλαγχίαν. I rami sono coperti d’acqua (torna il tema del Battesimo).
- E’ scelto come albero il salice perché è legato all’acqua?
- Vi sono riferimenti a testi orfici.
- C’è tempo per pentirsi: i rametti sono estratti dopo qualche tempo.
- Gli uomini che corrispondono ai rametti sono richiamati nello stesso ordine ed estraggono i loro rametti.
- – τάγματα τάγματα è un bizantinismo.
- Alcuni sono migliorati per l’obbedienza ai precetti che il Pastore ed Hermas hanno enunciato; altri invece no.
- Elenco di peccati: ad esempio la διψυχία che ritorna più volte nell’opera, ‘indecisione’; l’invidia, la discordia, il male come fenditura, ma la colpa più grave è l’apostasia, il tradimento, per cui non si intravede possibilità di pentimento: sono come già morti.
- μέλλω + infinito indica la disponibilità.
Sorge fra i presenti la questione di che cosa sia esattamente la torre: se è la Chiesa in costruzione su questa terra (quella che chiamiamo Chiesa militante) chi sono allora i martiri (παθόντες), i Cristiani in veste bianca, incoronati? O è già una visione escatologica, da giudizio universale? E i penitenti che stanno nelle prime mura sono in una sorta di Purgatorio?
– L’idea di Purgatorio è a quel tempo ancora da definire.
– Nell’Apocalisse la visione è dalla parte di Dio, una visione d’insieme: così anche in questa parabola si contempla insieme la Chiesa militante e trionfante.
