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Testo: carme 64 di Catullo, dal v. 320 alla fine
Uno di noi inizia a leggere i vv. 320-327
- vellentes è congettura per il tràdito pellentes: i verbi indicano un diverso movimento (strappare – pigiare) sulla massa di lana.
- vellentes vellera voce: allitterazione.
- v. 321: doppio iperbato.
- chiasmo
- clarisona…fuderunt richiama clarisonas…fudisse del v. 125 (riferito ad Arianna): un rimando interno, che crea legame fra le diverse parti del carme.
- perfidiae quod post…:anastrofe.
- perfidiae introduce il tema della fides, importante nel rapporto amoroso; perfidia è il tradimento di Teseo verso Arianna, ma qui può anticipare anche la negatività dell’epoca attuale, di cui parla alla fine. Nessuna epoca, neppure la peggiore, potrà smentire la profezia.
- currite…:la prima volta la frase che poi diviene ritornello è inserito sintatticamente nel periodo.
- currite: intransitivo (‘correte’) o transitivo (‘fate scorrere’)? nel secondo caso subtegmina è retto aπὸ κοινοῦ da entrambi i verbi.
- Virgilio riprende il ritornello nella IV ecloga, v. 46 seg. : Talia saecla…currite:anche per quel testo c’è divergenza d’interpretazione: «Fate scorrere… tali secoli» oppure «Tali secoli, (vocativo)… correte».
- subtegmen è il filo sottile che si trae dal fuso; in questo caso non è destinato ad essere tessuto, come nella coperta col mito di Arianna.
- quae riferito a subtegmina costituisce l’oggetto di fata sequuntur secondo l’interpretazione più credibile: il destino si adegua al filo delle Parche.
- Emathiae…nato v. 324: preziosismo erudito per definire la Tessaglia e Giove, figlio di Opi identificata con Rea.
- tutamen, Opis carissime nato congettura per tu tamen opis, o tutamen opis,; anche clarissime nato (per il figlio?).
- pandunt è verbo della creazione poetica, qui riferito al canto profetico delle Parche; v. Lucrezio 5, 54, omnem rerum naturam pandere dictis.
Riprende la lettura: vv. 328-337
- Le prime tre strofe della profezia riguardano l’amore, le successive Achille, poi ancora due sull’amore: costruzione circolare, con numero di versi variabile.
- Adveniet…adveniet: secondo l’uso la sposa giunge a casa del marito alla sera.
- fausto cum sidere: insieme a…, coincidenza temporale fra il sorgere di Vespero, stella propizia, e l’arrivo della sposa.
- flexanimo mentem: congettura per flexo animo mentis tràdito.
- flexanimo:la congettura presume uncomposto di tipo enniano (come clarisona al v. 320 e iustificam al v. 406) riferito ad amore ‘che turba, piega l’animo’.
- languidulos: diminutivo neoterico.
- L’iniziativa amorosa è della donna.
- I vv. 334-336 insistono sull’amore e sull’unità: quasi una climax fra contexit, coniunxit (che riprende il coniungere del v. 331) e concordia.
- contexit è perfetto di contego (proteggere) ma si può pensare ad una paretimologia o un’assonanza con texo e quindi col tema del tessuto?
- contexit ricorda ἀμφικάλυψε di Od. 4, 618 «la casa mi accolse…».
- L’idea dell’amore come foedus, tipico di Catullo,ci riporta ad Arianna della prima parte del carme.
- qualis… concordia «come è la concordia che…». I due sposi sono sullo stesso piano.
- Le principali varianti del mito smentiscono la concordia coniugale fra Peleo e Teti, presto separati. Ma nella finale dell’Andromaca di Euripide Peleo, rimasto solo per l’assassinio del nipote Neottolemo, viene confortato da Teti ex machina (uno dei casi di deus ex machina più legati al contesto) che gli ricorda di avere ancora un nipote ed erede, seppure illegittimo, e si riunisce a lui.
- Nella parte iniziale del carme Catullo sceglie di presentare il reciproco innamoramento dei due e l’accettazione da parte di Teti di sposare un mortale (vv. 19-21), mentre la tradizione già omerica presentava Teti scontenta delle nozze a cui gli dèi l’avevano costretta.
Lettura dei vv. 338-370
- vago victor…certamine cursu: allitterazione e alternanza
- vago ‘veloce’. Vedi v. 271 vagi…Solis. In vago abbiamo un’enallage.
- flammea: sinestesia? forse ‘ardenti’, ‘infuocate’ o ‘fulminee’.
- v. Aen. 11, 718: pernicibus ignea plantis. Camilla ‘fulminea’ supera in corsa il cavallo, Achille la cerva dalle tracce fulminee.
- Di Achille si mettono in rilievo in queste prime strofe l’assenza di paura, la velocità, l’eroismo.
- se conferet: si paragonerà; non si può intendere «si scontrerà», come alcuni traducono, come se Achille non avesse combattuto con nessuno.
- Tutte le strofe successive riferite ad Achille ne indicano l’aspetto terribile, in un crescendo che culmina con l’inutile sacrificio di Polissena.
- periuri ricorda il tradimento di Pelope sia verso Enomao sia verso l’auriga.
- Le madri degli uccisi e il fiume Scamandro saranno testimoni (fatebuntur, testis erit) delle sue virtutes claraque facta (anche magnis virtutibus).
- Sia la presentazione patetica delle madri in lutto (incultum crinem, putrida pectora, infirmis palmis) sia la violazione delle acque del fiume sembrano avere senso negativo.
- putrida infirmis…pectora palmis: alternanza e allitterazione.
- rapido Hellesponto dativo di destinazione? o moto in luogo circoscritto?
- v. Cic. Fin. 5, 70 eodem flumine invectio.
- alta…permixta flumina caede:alternanza.
- permixta caede può essere ablativo assoluto o strumentale (mezzo, causa) .
- tepefaciet non sembra una pura indicazione, ma ha in sé un aspetto negativo, di violazione dell’acqua. V. in Orazio (Carm. 3, 13) il sacrificio del capretto, che sciuperà la frescura della fons Bandusiae: gelidos inficiet tibi / rubro sanguine rivos.
- certo l’episodio è già omerico.
- testis erit ritorna nuovamente, riferito a Polissena.
- Il sacrificio di Polissena fatto anche ad un morto (quoque) dovrebbe avere un valore positivo, segno di valore e gloria, ma risulta negativo.
- Ricorda il sacrificio di Ifigenia nell’Agamennone di Eschilo e in Lucrezio.
- ancipiti ferro è la bipenne del sacrificio (victima)
- Ma proicet potrebbe indicare una scelta volontaria (come quella di Ifigenia nell’ Ifigenia in Aulide di Euripide o della stessa Polissena nell’Ecuba)?
- truncum può avere valore prolettico: ut truncetur? Quindi sarebbe lei stessa a lasciarsi cadere per essere uccisa? submisso poplite però ricorda l’accasciarsi di Ifigenia in Eschilo. Truncum ricorda come suggestione il cadavere di Priamo nell’Eneide, a sua volta probabilmente ispirato al cadavere di Pompeo sulla riva d’Egitto.
- Ci sono diverse varianti riguardo al motivo del sacrificio; Catullo non si esprime sulle motivazioni, ma sembra seguire l’interpretazione di Euripide: Polissena è la preda a cui Achille ha diritto benché sia morto prima della fine della guerra.
- Nella profezia non si parla esplicitamente del fatto che Achille morirà: morti, teres…bustum non indicano esplicitamente il nome del defunto, anche se il sacrificio ne testimonia il valore. Ma i due futuri genitori come interpreteranno la profezia?
- Viene ripreso il tema amoroso, con l’accoglienza reciproca: accipiat – dedatur.
- cupido è parola catulliana (iamdudum lo rafforza).
- divam è Teti, in quanto Nereide: non ci sono nella profezia delle Parche altri riferimenti alla disparità del matrimonio.
- L’attesa del concepimento è presentata secondo la tipica fescennina iocatio: già il giorno dopo la sposa è incinta tanto da non poter più allacciare la collana sul collo gonfio.
- Anche se in forma negativa la possibilità del fallimento del matrimonio (discordis, secubitu) introduce un elemento inquietante nel tema insistito della concordia.
Vengono letti i versi finali
- v. 383: l’integrazione (brutta!) della preposizione e è richiesta dalla metrica; altrimenti cecinerunt.
- L’anafora saepe introduce diverse circostanze del passato in cui gli dèi avevano frequentato il mondo degli uomini (praesentes, praesens).
- La successione esiodea delle età è semplificata: l’età antica e quella attuale.
- Le colpe sono tutte all’interno della famiglia.
- fraterno sanguine può alludere all’uccisione di Remo, considerata anche da Orazio come la colpa d’origine delle guerre civili.
- L’uccisione del figlio di primo letto per poter sposare una nuova moglie è una delle accuse rivolte a Catilina.
- Non è chiaro se l’incesto a cui la madre costringe il figlio si riferisca a qualche episodio noto.
- divos parentes sono gli dèi della stirpe.
- In febbraio c’era la festa deglidèi parentes.
- iustificam:aggettivo composto «che opera la giustizia».
- In Esiodo se ne vanno Nemesi e Aidòs; qui sono tutti gli dèi che abbandonano la comunità degli uomini.
- Qual è lo scopo di questa parte finale? tutto il carme tende ad arrivare a mostrare questa decadenza? Tuttavia nella parte iniziale, che dovrebbe riguardare un’epoca felice di commistione fra dèi ed uomini questo rapporto fra dèi e uomini non c’è: gli uomini accorrono a vedere i doni abbandonando i loro lavori, ma poi se ne vanno e la festa è solo fra dèi.
